Quello che c’è dietro all’allattamento al seno!

C’è che lo sappiamo tutti quanto sia importante, quanto sia salutare. C’è che siamo tutti consapevoli del fatto che sia la cosa più naturale del mondo. C’è che guardiamo con meraviglia e tenerezza il miracolo di una madre che allatta, che nutre il suo bambino di sé.

Ma c’è, poi, l’altra faccia della medaglia.

C’è che allattare non è facile e immediato come fanno pensare, a volte, idilliache immagini della maternità.

C’è che allattare inizialmente può provocare dolore, e che questo dolore sia o meno sopportabile lo può sapere solo la mamma in questione.

C’è che allattare è un’enorme responsabilità: devi far crescere il tuo bambino, non troppo, non troppo poco; devi attaccarlo nel modo giusto, d’altronde è una cosa così naturale; devi riconoscere i bisogni del tuo bambino, sintonizzarti su di lui senza farti distrarre dal resto, anche se il resto è il marasma della vita che imperterrita continua a scorrere, noncurante di ciò che avviene tra quella mamma e quel cucciolino.

C’è che tutti ti danno consigli, ma pochi ti stanno davvero a sentire: c’è che a volte vorresti solo un abbraccio, nel quale percepire che “stai facendo bene”, “andrà tutto bene”.

C’è che una mamma quando incontra il suo bambino per la prima volta vorrebbe sentirsi la miglior madre del mondo, vorrebbe essere sicura di dargli il meglio, vorrebbe saper fare immediatamente tutto ciò che serve al suo bambino. E invece c’è che essere mamma è un mestiere difficile, fin dal primo istante.

C’è che se vi fosse più supporto, più attenzione, più ascolto, più accoglienza verso le madri, verso le loro difficoltà, verso ciò che provano e ciò che le spaventa, crescere un figlio sarebbe più semplice.

C’è che è importante che l’allattamento al seno arrivi alle mamme come qualcosa di bello, qualcosa di fattibile, qualcosa di auspicabile. Ma c’è anche che è importante che arrivi loro che comunque vada saranno sostenute, saranno accettate, saranno sempre e comunque delle buone madri.

C’è che l’allattamento al seno può essere una magica avventura, di contatto, di coccola, di conoscenza reciproca, di annusarsi e riconoscersi in un solo istante. Ma può essere tutto questo solo se lo si toglie dall’idea della “buona madre che allatta” e del “ti deve riuscire per forza, perché è così che si fa”.

C’è che se non ti riesce di allattare al seno o se ad un certo punto sei stanca o se non riesci a trovare la tua dimensione in questa funzione, sei comunque una madre meravigliosa. Ma c’è anche che se non ti riesce di allattare al seno puoi chiedere un supporto, se hai voglia di farlo, senza il timore di sentirti giudicata, o obbligata, o rinchiusa dentro canoni troppo rigidi per i tuoi gusti.

Ecco cosa c’è per me dentro il motto della SAM2017, “Sostenere l’Allattamento Insieme”. C’è che ognuno può fare il suo pezzetto per far sentire adeguata una mamma e aiutarla a fare il meglio che può, anche quando lei crede di non essere all’altezza. C’è che si può ascoltare senza giudicare, si può osservare senza criticare, si può sostenere senza obbligare.

Dott.ssa Giulia Schena

via Quello che c’è dietro all’allattamento al seno — Dott.ssa Giulia Schena

 

Era importante condividerlo, perché ho conosciuto molte mamme soffrire per l’allattamento e spero che questo articolo faccia riflettere.

 

Grazie per la visita

Roberta ❤

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Pubblicato da

Ambiziosa, determinata e indipendente già dai primi passi verso il mondo esterno. Amante del sorriso e della positività. Ex stacanovista che ha completamente rivoluzionato la sua vita rischiando e abbattendo la sua zona comfort. Adora il contatto umano come nutrimento dell'anima e la condivisione di esperienze, elementi essenziali, che hanno contribuito all'apertura di questo "contenitore di emozioni" realizzato con il cuore... di una donna, neomamma, moglie e instancabile sognatrice!

8 risposte a "Quello che c’è dietro all’allattamento al seno!"

  1. Non ho allattato in quanto il mio bimbo Non Si è mai attaccato al seno non ho voluto farne una malattia mi sono rimboccata le maniche e ho richiesto immediatamente l aggiunta ….Nn mi reputo snaturata x questo ma Serena di aver preso la decisione x me miglore

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    1. Bravissima cara Silvia e grazie mille per aver condiviso la tua esperienza. Non serve sentirsi in colpa o sentirsi incapaci, la cosa importante, come hai detto tu, è rimboccarsi le maniche e fare la cosa giusta per te e per lui ❤ Baci

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  2. La madre amorevole insegna al suo bambino di camminare. È lontana da lui che non riesce a trattenere. Lei allunga le braccia; il suo volto sembra incoraggiante. Il bambino cerca costantemente di rifugiarsi nelle braccia di Mama, senza nemmeno rendersi conto che nello stesso momento dimostra di poterla gestire senza di lei.
    vonS Aabye Kierkegaard

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