Poesia Finale – Serie Tv – 11 22 63

Se poteste viaggiare nel tempo, e vi ritrovaste nel passato, provereste a cambiare il futuro? Oggi voglio proporvi una poesia che mi ha davvero commossa della nuova serie tv che mi ha rapita totalmente, otto puntate viste in tre giorni! Stephen King si sa,  è incomparabile e il film ha saputo reggere il confronto del libro. Se amate i thriller, gli anni 60 e vi siete sempre chiesti “che cosa sarebbe successo se un particolare avvenimento storico non fosse accaduto? In che modo sarebbe cambiato il mondo?” Beh correte subito a vedere questa nuova serie perché è straordinaria!

Sarà per tutto quello che accade nella serie, sarà che ero trasportata dalle emozioni ma questa poesia che vi riporto mi ha davvero strappato delle lacrime!  Fa riflettere, fa sperare e regala forza interiore:

Non abbiamo chiesto noi questa stanza o questa musica
eppure siamo stati invitati
pertanto anche se l’oscurità ci circonda
volgiamo insieme lo sguardo alla luce.

Se abbiamo momenti di sconforto
è per godere della felicità.
Se tutti noi abbiamo il dolore
è per meravigliarci della gioia.
Se abbiamo la vita
è per vincere la morte.

Non abbiamo chiesto questa stanza o questa musica
ma dato che siamo qui
danziamo.

 

11 22 63 dance

Se anche voi conoscete questa nuova serie e se anche a voi ha suscitato queste sensazioni quando avete ascoltato queste parole lasciatemi un commento!

Spero avete gradito.

Come sempre grazie per la visita 🙂

Roberta

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11 pensieri su “Poesia Finale – Serie Tv – 11 22 63

  1. Una poesia che mi ha preso nell’animo… Avevo bisogno di sentirmi dire una cosa del genere, a volte si affrontano senazioni contrastanti… Viviamo il momento, quello che viene cosi come viene. Non lasciamoci frenare e facciamoci trascinare in balia delle nostre emozioni… danziamo

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  2. Cura

    L’ho vista qualche giorno fa. Che dire della poesia… l’ho trovata bella poiché esprime bene una parte dell’inquietudine che si prova ragionando sulla nostra capacità di percepire noi stessi e ciò che è esterno a noi (anche se poi ci sarebbe da capire dove questo confine si trovi). In fondo, più si va avanti e più mi sembra come il sistema nervoso sia qualcosa di davvero casuale e non così fondamentale al processo che chiamiamo “vita”.
    Infatti se ci atteniamo alla distinzione che definisce come “essere vivente” ciò che ha una mappatura genitica e “materia inanimata” ciò che non ce l’ha, possiamo dire che la vita esisterebbe anche senza di noi (anche se non ci sarebbe nessuno a chiamarla vita).
    Quindi, casualmente e a vari livelli, esistono tanti sistemi nervosi tra cui il nostro che può essere in grado di sentire inquietudine osservando se stesso e l’esterno, che cerca di conoscere, ma che più conosce e più prova inquietudine per tutto quello che non conosce, arriva addirittura a capire che ci sono cose che non può conoscere per limiti che egli adopera nel percepire e nel percepirsi. Un’inquietudine epilettica, in costante movimento, perché la materia stessa è in costante movimento e col suo dimenarsi contagia tutto siccome è tutto ciò che esiste.
    Potrei andare avanti ore e ore (I’m high) per scrivere un casino senza capo né coda ma penso che l’andazzo sia chiaro. Adesso, in tutto questo caos di pensieri, l’unica cosa da fare, è alzare la musica e danzare mentre si gira intorno al sole, in un’immensa galassia da qualche parte in un concetto che ci sembra fatto di spazio e di tempo.

    Cura

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